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Sul finire della scorsa settimana il Dipartimento delle Finanze ha dato il via a una consultazione pubblica sul web per apportare eventuali modifiche alla Tobin tax, ovvero l’imposta da pagare sulle transazioni finanziarie. E’ stato proposto un decreto di rivisitazione della tassa, che tanto sta facendo arrabbiare trader e broker in quanto in molti casi non segue le linee guida della direttiva europea. Inoltre, il gettito fiscale atteso dal governo appare decisamente irrisorio, mentre vengono creati grossi problemi agli operatori finanziari con conseguenze negative sulla liquidità e l’attrattività del mercato finanziario italiano.

E’ stato quindi lanciato il progetto di un decreto di riforma della tassazione sul trasferimento della proprietà delle azioni e degli strumenti finanziari partecipativi, emessi da società che hanno residenza nel territorio dello Stato italiano (decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 21 febbraio 2013). Si può partecipare alla consultazione pubblica online facendo pervenire i propri contributi e osservazioni entro il 30 agosto 2013.

Cittadini comuni, operatori economici, associazioni di categoria, ordini professionali, esperti in materia economico-finanziaria e tributaria potranno tutti esprimere il loro parere sull’eventuale rivisitazione della disposizione. Oggetto di analisi sarà l’intero contenuto del decreto di modifica o anche soltanto singole parti (in questo caso bisogna specificare gli articoli e le sottosezioni cui si riferiscono le proprie considerazioni).

Alla scadenza del termine previsto per la consultazione, sarà reso pubblico il risultato derivante dai pareri giunti al MEF. In ogni caso l’Amministrazione finanziaria non è tenuta a considerare come un vincolo le consultazioni, bensì a operare in via del tutto esclusiva. Gli operatori finanziari sperano in un maggiore allineamento tra la normativa italiana e quella europea in arrivo, ma soprattutto maggiore chiarezza sulla Tobin tax sui derivati che dovrebbe partire il 1° settembre.

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