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La chiusura del primo semestre del 2015 è stata all’insegna dei segni positivi per Salvatore Ferragamo: l’azienda di moda fiorentina ha infatti registrati un aumento sia dell’utile netto che dei ricavi nel periodo compreso tra gennaio e giugno scorsi. Entrando più nel dettaglio dei dati economici, il gruppo toscano ha visto aumentare di 10 punti percentuali l’utile netto, il quale si è attestato a quota 90 milioni di euro.

Ovviamente il confronto va fatto con lo stesso periodo di un anno fa. Anche i ricavi sono andati piuttosto bene, con una crescita identica a quella sottolineata sopra (+10%) e un totale che è passato da 659 a 722 milioni di euro. Quali altri numeri hanno destato maggiore attenzione? Il margine operativo lordo (Ebitda) è ugualmente cresciuto, passando da 165 a 243 milioni di euro (+15% per la precisione), senza dimenticare l’incidenza sul fatturato che ha garantito un incremento di 300 punti base.

Allo stesso tempo, Salvatore Ferragamo può vantare un indebitamento finanziario più basso in questa prima metà dell’anno. Nello specifico, questo dato è sceso dai 114 milioni di euro del 2014 agli attuali 98 milioni, un miglioramento che può sembrare magari poco evidente (si tratta di 16 milioni di euro in meno), ma che il gruppo ha apprezzato parecchio e che lascia ben sperare per il resto del 2015.

C’è poi da sottolineare come la generazione di cassa (la ricostruzione dei flussi monetari, dunque differenza tra tutte le entrate e le uscite) sia quasi triplicata nel giro di 365 giorni. Il mercato presente delle turbative di non poco conto e nervosismo: le difficoltà finanziarie della Cina hanno inciso e non poco sul lusso, tanto che il titolo azionario di Salvatore Ferragamo è stato penalizzato nel corso delle scorse settimane. Ora c’è maggiore tranquillità, le azioni hanno fatto registrare un rialzo corposo in Borsa e le previsioni parlano di una chiusura d’anno in continua crescita dal punto di vista economico.

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