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Nei Comuni in cui l’aliquota è stata deliberata per tempo, i contribuenti devono provvedere al pagamento della Tasi entro il 16 giugno prossimo. In tutti gli altri casi, invece, l’acconto dovrà essere pagato ad ottobre e il saldo a dicembre.

Tenuti al pagamento dell’imposta sono tutti coloro che sono in possesso di un diritto reale su un immobile, come la proprietà o l’usufrutto. Il pagamento viene fatto tramite modello F24 sulla base del calcolo effettuato dagli stessi contribuenti, o da professionisti da questi incaricati. Ne deriva quindi che in questi giorni sono già numerosi coloro che sono alle prese con il calcolo della somma da versare a titolo di Tasi. Per poter effettuare il calcolo della Tasi bisogna essere in possesso di una serie di dati riguardanti l’immobile, primo tra tutti la rendita catastale.

La prima cosa da fare consiste infatti nel determinare la base imponibile, quindi bisogna prendere la rendita catastale e rivalutarla del 5%, ottenendo così la rendita aggiornata. A tale importo deve essere applicato uno dei coefficienti prestabiliti, diversi a seconda dell’immobile di riferimento. Tali coefficienti sono:
160, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
140, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
80, per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 e A/10;
65, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
55, per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

All’importo così ottenuto devono poi essere applicate le aliquote determinate dal Comune di riferimento attraverso apposita delibera.

Per conoscere le aliquote del proprio Comune si rinvia al sito del Dipartimento delle Finanze, che contiene le varie delibere.

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