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La crisi del debito pubblico dei paesi della periferia europea, tra cui l’Italia, ha portato alla ribalta un termine economico fino a quel momento poco noto ai risparmiatori e forse anche a diversi addetti ai lavori. E’ lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra due titoli obbligazionari con la stessa scadenza. Lo spread Btp-Bund mette in confronto il titolo di stato italiano con scadenza a 10 anni e il pari scadenza titolo di stato tedesco, utilizzato come benchmark per la valutazione del rischio dei bond pubblici nell’area euro essendo il meno rischioso.

Quando lo spread Btp-Bund aumenta, vuol dire che il rendimento dei Btp italiani sta crescendo rispetto a quello dei Bund tedeschi aventi la stessa durata (il benchmark è la scadenza decennale). La crescita dello spread non è positiva per i titoli di stato italiani, in quanto vuol dire che il valore dei bond detenuti in portafoglio dagli investitori sta diminuendo. Quando lo spread aumenta, gli investitori ritengono che i titoli di stato italiani siano diventati più rischiosi.

A tal proposito vendono Btp facendo salire il rendimento degli stessi, ovvero chiedono un ”premio” più alto per investire su questi titoli di stato. Quindi, se il rendimento inizia ad aumentare molto rispetto ai valori storici, gli investitori temono che l’emittente non sia in grado di onorare tutto o parte degli impegni alla scadenza prevista. La perdita di valore di un titolo di stato porta i mercati a considerarli più rischiosi e quindi meno appetibili in vista di un potenziale inserimento all’interno di un portafoglio a basso rischio.

Lo spread aumenta sia per ragioni prettamente economico-finanziarie (recessione prolungata, elevata disoccupazione, debito pubblico elevato, deficit di bilancio fuori controllo, rischio default, downgrade delle agenzie di rating, etc.) sia per ragioni politiche (crisi di governo, instabilità politica, etc.). Gli investitori alzano la guardia e iniziano a vendere i titoli di stato del paese considerato più rischioso, facendo salire lo spread. Il record storico dello spread Btp-Bund risale a novembre 2011, quando raggiunse quota 575 punti base.

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