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Quando si parla di valute rifugio si fa riferimento a quelle monete che consentono agli investitori di avere una protezione del capitale nei periodi di maggiore turbolenza sui mercati finanziari. Le valute rifugio sono chiamate anche safe heaven, ovvero un paradiso tranquillo dove allocare i propri capitali in attesa di tempi migliori sui mercati finanziari. Le valute rifugio possono cambiare nel corso del tempo. La principale valuta rifugio è da sempre il franco svizzero (simbolo: CHF), che viene considerato un vero e proprio “bunker” per custodire i risparmi in periodi di turbolenze finanziarie.

La Svizzera ha un’economia ben diversificata, che tiene bene nei periodi di grave crisi economico-finanziaria globale. Il franco svizzero è da tempo sinonimo di sicurezza in campo finanziario, ma bisogna ricordare che da settembre 2011 la Banca Centrale svizzera ha fissato un floor sul tasso di cambio euro-franco a 1,20 per evitare ulteriori apprezzamenti della divisa elvetica, che potessero poi danneggiare l’export delle aziende svizere.

Un’altra valuta rifugio è lo yen (simbolo: JPY), nonostante il Giappone sia tra i paesi più indebitati al mondo. Gli investitori investono nello yen nei periodi di crisi per due ragioni: il debito monstre del Giappone è per il 90% nelle mani dei giapponesi stessi, per cui è più difficile assistere ad attacchi speculativi sul debito del paese. E poi c’è l’effetto deleveraging.

Infatti, nei periodi di crisi gli investitori liquidano le posizioni più rischiose – come i carry trade in leva sullo yen (molto utilizzato per finanziarsi a basso costo) – generando improvvise accelerazioni al rialzo del cambio dello yen. E poi c’è il dollaro americano (simbolo: USD), che è la super potenza economica mondiale. Nonostante l’elevato livello di indebitamento della nazione, il dollaro Usa resta pur sempre la valuta più importante al mondo e quindi il porto sicuro nelle fasi di maggiore turbolenza sui mercati.

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