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Gli esperti di Amundi sgr, pur confermando che la strategia da prediligere è sempre quella di puntare su un’ampia diversificazione a livello globale, ritengono che la manovra attuata dalla Bce ad inizio settembre abbia contribuito in maniera determinante ad un calo dello spread e ad un ritorno della propensione al rischio, per cui tutta la curva delle obbligazioni italiane risulta favorita.

Dello stesso parere anche Mario Spreafico, chief investment officer Italy di Schroders, secondo cui a seguito della decisione della Bce si è verificato un riequilibrio di condizioni che erano esageratamente asimmetriche, di conseguenza risulta necessario rivedere la propria strategia in tema di bond. Allo stato attuale risulta infatti maggiormente esposto a potenziali rischi chi ha un portafoglio sbilanciato sul lato internazionale, dal momento che risulteranno penalizzati i Paesi che in un certo senso hanno beneficiato della crisi, mentre risultano paradossalmente meno esposti a rischi coloro che hanno scelto di puntare sui titoli di Stato italiani.

Opinione questa condivisa anche da Angelo Drusiani, gestore di Albertini sim, secondo cui dal punto di vista del rapporto rischio/rendimento i titoli di stato italiani sono ora molto interessanti, come dimostrato dall’andamento delle aste. Pertanto, un portafoglio obbligazionario non può non contenere anche questa tipologia di emissioni, soprattutto perché sono strumenti molto liquidi, una circostanza di cui l’investitore deve necessariamente tenere conto.

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