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La questione ha tenuto tutti col fiato sospeso per molti giorni, ma ora l’affare pare concluso. Stiamo parlando della fusione tra Alitalia e Etihad, la compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi Uniti che salverà Alitalia.

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi si dice soddisfatto dopo l’incontro tra il Governo e l’australiano James Hogan, il ceo di Etihad. Lupi ha assicurato che l’accordo è stato trovato e che oggi ci sarà la tanto agognata firma che sancirà l’aumento di capitale di 300 milioni di euro.

Il ministro parla con toni entusiastici dell’accordo, sottolineando che si tratta di un investimento di oltre 1,2 miliardi che permetterà il rilancio di Alitalia nel mondo nonché del sistema aeroportuale italiano. Grazie ai vari incontri dei giorni scorsi, il salvataggio di Alitalia è avvenuto; decisivo è stato mercoledì scorso, il primo accordo di collaborazione industriale tra la nuova Alitalia e Poste Italiane con un investimento e un prestito ponte.

Lupi ha spiegato, inoltre, che a settembre verrà presentato a Bruxelles un dossier che spiegherà passo dopo passo l’intesa raggiunta; il ministro si dice ottimista anche per quanto riguarda i conti, spiegando che nonostante nel 2013 Alitalia abbia perso 565 milioni di euro, nel 2017 c’è la prospettiva di chiudere in pareggio.

Il clima di festa è durato poco perché l’aeroporto di Fiumicino rischia di rimanere paralizzato per le proteste del personale di Alitalia che, a partire da lunedì scorso, ha paralizzato il servizio di movimentazione bagagli presso l’aeroporto romano e che starebbe presentando, almeno a quanto riportano i principali quotidiani, dei certificati medici per malattia di massa.

Il ministro Lupi ha definito gravissimo questo fatto e ha dichiarato che non saranno tollerati altri disagi all’aeroporto di Fiumicino e che eventuali assenze di massa saranno denunciate all’Autorità di Garanzia, la quale segnalerà ogni abuso alla Procura della Repubblica.

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