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Il Consiglio di amministrazione di Banca MPS, nel corso della riunione tenuta ieri e durata circa sei ore, ha quantificato in 730 milioni di euro l’impatto negativo dei tre strumenti derivati (Santorini, Alexandria e Nota Italia) finiti nel mirino dell’autorità di vigilanza e degli inquirenti. Tale cifra, che è al lordo di un eventuale prelievo fiscale, andrà a determinare una correzione del patrimonio netto nel bilancio del 2012.

Nel comunicato stampa diffuso al termine della riunione, l’istituto bancario ha ricordato che l’analisi effettuata al fine di calcolare l’impatto patrimoniale delle suddette operazioni fa seguito al ritrovamento, nel corso del mese di ottobre 2012, di un accordo relativo all’operazione “Alexandria” dal quale è emerso il legame tra la ristrutturazione del titolo Alexandria avvenuta nel 2009 e il valore finanziario per Nomura delle operazioni eseguite nello stesso periodo. Poco dopo problematiche simili sono state riscontrate con Santorini, che ha dato luogo ad analoghe correzioni degli effetti dei pronti contro termine a lunga scadenza legate a quei prodotti, mentre su “Nota Italia” la revisione è stata effettuata per ragioni differenti. In particolare, in relazione ad Alexandria e Santorini, gli errori individuati ammontano rispettivamente a 308 milioni e 429 milioni di euro.

La nota sottolinea che la banca può contare su una base patrimoniale con un Core Tier1 proforma del 12,1% al 30 settembre 2012, tenendo conto dei nuovi strumenti finanziari che emetterà il Tesoro (per un ammontare di 4,07 miliardi di euro), dell’impatto della correzione degli errori e degli interessi maturati nel 2012 sui Tremonti Bond.

 

 

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