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A Piazza Affari nel corso della seduta odierna il titolo Credito Valtellinese viaggia in territorio negativo sulla scia dell’andamento al ribasso dei principali indici azionari del listino milanese e del downgrade arrivato da Moody’s.

Gli analisti della banca d’affari statunitense hanno infatti comunicato di aver abbassato il rating di lungo termine della banca da Baa3 a Ba3, quello di breve termine da Prime-3 a Not-Prime e lo Standalone bank financial strength rating da D+ a E+, con outlook stabile. In tutti e tre i casi, inoltre, le raccomandazioni sono in revisione per un possibile ulteriore downgrade.

Gli esperti hanno spiegato di aver declassato il loro giudizio sul titolo della banca valtellinese a fronte del rapido deterioramento della redditività, soprattutto a causa di un peggioramento della qualità del credito, basti pensare che nel solo primo trimestre di quest’anno l’utile ha segnato un crollo del 90%, passando così da 28,45 a 2,83 milioni di euro. La banca ha inoltre registrato un calo del Core Tier 1 dall’8,01% di fine 2012 all’8% di fine giugno. Moody’s ritiene che la redditività di Creval rimarrà debole nel medio periodo, con effetti visibili sul capitale, e che il costo del rischio di credito rimarrà piuttosto elevato durante il prossimo biennio.

Il taglio deciso da Moody’s e le motivazioni indicate sono state criticate dalla stessa banca, secondo cui si tratta di una valutazione che non tiene conto del progetto di ristrutturazione implementato nel 2011 e 2012, che consentirà ulteriori riduzioni dei costi operativi, nonchè delle varie iniziative di repricing a supporto dell’attività di vendita, che nel complesso dovrebbero consentire un significativo allargamento dei ricavi. Inoltre, secondo la banca, Moody’s non ha tenuto conto del miglioramento del Core Tier 1, passato all’8% al 30 giugno 2013 rispetto al 6,3% al 31 dicembre 2011, nonché del rimborso anticipato dei cosiddetti Tremonti bond senza che sia stato necessario ricorrere ad un aumento di capitale.

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