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Il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ieri in serata ha annunciato le sue dimissioni attraverso apposita lettera in cui spiega di aver preso tale decisione per non recare alcun pregiudizio, anche solo indiretto, all’associazione. Nel documento, indirizzato al vice presidente dell’Abi Camillo Venesio, Mussari afferma di essere convinto di aver sempre operato nel rispetto dell’ordinamento, pur senza fare alcun riferimento alle vicende relative ad alcune operazioni finanziarie risalenti al periodo in cui ricopriva la carica di presindente di Banca MPS.

Pur senza esplicito riferimento, infatti,  le dimissioni di Mussari sono da ricondurre all’esistenza di un derivato effettuato nel 2009 da Banca MPS con Nomura, denominato Alexandria, e che secondo alcune indiscrezioni avrebbe determinato per l’istituto senese una perdita di circa 220 milioni di euro che con ogni probabilità sarà contabilizzata nell’esercizio 2012, lo stesso motivo per il quale lo scorso dicembre sarebbe stata chiesta l’emissione di 500 milioni di Monti bond in più, ossia 3,9 miliardi di euro invece dei 3,4 miliardi inizialmente richiesti.

Oltre che per l’eventuale perdita, ancora da accertare, la questione sta facendo discutere in quanto, stando alla nota diffusa ieri da Banca MPS, l’operazione non sarebbe stata sottoposta all’approvazione del Cda, contrariamente a quanto affermato da Nomura, secondo cui Alexandria fu approvata dai massimi vertici della banca del momento, compreso l’allora presidente Giuseppe Mussari.

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