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L’operazione di fusione per incorporazione di Fiat Industrial in Cnh comporta per gli azionisti di Fiat industrial il diritto di recesso che, qualora dovesse essere esercitato, comporterebbe il diritto a ricevere 8,897 euro per ciascuna azione.

Tuttavia, l’efficacia dell’esercizio del diritto di recesso e il pagamento del prezzo stabilito sarà subordinata al perfezionamento della fusione, che ricordiamo è a sua volta condizionato al mancato superamento dell’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti per un ammontare complessivo non eccedente i 325 milioni di euro.

Una volta trascorsi i 60 giorni concessi per l’opposizione dei creditori, ci sarà la quotazione della newco Fi Cbm Holdings a Wall Street, prevista entro la fine agosto. Successivamente le azioni saranno quotate anche alla Borsa di Milano. Al riguardo, in particolare, gli analisti di Intermonte hanno sottolineato il rischio per Fiat Industrial di essere esclusa dall’indice FTSE Mib, tuttavia Banca Imi, che sul titolo ha rating “buy” e target price a 10,30 euro, sottolinea che grazie a questa operazione si potrà finalmente ridurre il gap valutativo con i principali competitor statunitensi.

Riguardo al periodo durante il quale potrà essere esercitato il diritto di recesso, gli analisti di Banca Akros ritengono che la finestra dovrebbe essere tra il 15 e il 30 luglio 2013. Il prossimo 9 giugno, ricordiamo, si riunirà l’assemblea di Fiat industrial proprio in merito alla fusione con Cnh, mentre la riunione dell’assemblea di quest’ultima avrà luogo il 23 luglio.

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