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Il titolo Banca Popolare di Milano nel corso della seduta odierna ha messo a segno la peggiore performance dell’indice FTSE Mib sulla scia della decisione dell’agenzia di rating Moody’s di tagliare il rating sulla struttura patrimoniale della banca, portandolo da “Baa3” a “Ba3”, andando così a classificare BPM come un’emittente speculativa. L’agenzia statunitense non ha inoltre escluso un ulteriore taglio del rating nel corso dei prossimi trimestri.

Alla base della decisione c’è soprattutto il peggioramento della qualità degli asset e la concentrazione sul settore immobiliare, nonché la pressione sulla redditività, che si prevede continuerà anche nel corso dei prossimi mesi, e la modesta base patrimoniale, che a detta degli analisti rappresenta un cuscinetto troppo limitato per assorbire le perdite.

La nuova successiva valutazione su un eventuale ulteriore taglio del rating dipenderà in larga parte dall’esito dell’operazione di ricapitalizzazione già annunciata e che dovrebbe essere approvata dall’assemblea in programma per il 22 giugno, nonché dalla potenziale trasformazione in una società per azioni, tenendo conto dei possibili ritardi di questo processo, e dei progressi compiuti nel miglioramento della corporate governance. Verrà inoltre preso in considerazione l’esito dell’ispezione della Banca d’Italia, che potrebbe portare alla rimozione dei requisiti prudenziali aggiuntivi imposti dalla Vigilanza, nonché ad un miglioramento dei coefficienti patrimoniali e dei risultati di bilancio trimestrali.

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