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Nel corso della riunione tenuta ieri, il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso di rifiutare l’offerta avanzata dal magnate egiziano Naguib Sawiris. La decisione in realtà non ha sorpreso, dal momento che l’ipotesi di un possibile ingresso dell’imprenditore egiziano nel capitale della compagnia telefonica italiana era già stata allontanata dopo che nelle scorse settimane Sawiris aveva comunicato nel corso di un’intervista l’intenzione di sottoscrivere una ricapitalizzazione del gruppo a prezzi di mercato (0,70 euro), valore considerato troppo basso per gli azionisti.

Nel corso della riunione di ieri sono inoltre stati affrontati altri due temi caldi che nel corso delle ultime settimane hanno influenzato in maniera rilevante l’andamento del titolo, ovvero lo scorporo della rete e la cessione di Telecom Italia Media.

Per quanto riguarda il primo, il Consiglio di amministrazione ha dato mandato al management di verificare le condizioni per un’eventuale partecipazione della Cassa depositi e prestiti al capitale di una società da costituire per la gestione della rete d’accesso, mentre in merito alla cessione della controllata il Consiglio di amministrazione ha esaminato le due offerte ricevute e ha dato mandato al management di negoziare condizioni migliorative al fine di presentare al consiglio offerte vincolanti definitive.

Anche in quest’ultimo caso si tratta di una decisione ampiamente attesa, dal momento che l’ammontare delle due offerte ricevute, secondo le indiscrezioni di stampa, è inferiore alle quotazioni di Borsa e quindi era già stata esclusa la possibilità che Telecom Italia potesse arrivare ad una decisione definitiva durante la giornata di ieri. In quest’ottica, dunque, la decisione più significativa presa durante la riunione tenuta ieri, stando agli analisti, sarebbe quella dell’avvio delle trattative con la Cassa depositi e prestiti.

 

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