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I covered bond, anche detti obbligazioni garantite, sono delle obbligazioni bancarie caratterizzate da un profilo di rischio piuttosto basso, in virtù dell’esistenza di un vincolo su una parte dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione e al rimborso del bond. Tali obbligazioni sono inoltre caratterizzate da una più alta liquidità e da rating più elevati, a fronte però di rendimenti più contenuti.

Altra garanzia è data dalle regole imposte dalla Banca d’Italia, secondo le quali con cadenza semestrale deve essere verificato che il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto inalterato e non abbia subito svalutazioni; che il valore complessivo degli asset sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; che gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. La banca emittente è inoltre obbligata a nominare un “Asset Monitor”, ossia un organo esterno e indipendente che ha il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione, che verrà poi successivamente sottoposta al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

Per quanto riguarda l’emissione di questa particolare tipologie di obbligazioni, l’iter può essere suddiviso in tre distinte fasi: durante la prima fase la banca provvede alla cessione di alcune attività ad una società veicolo; successivamente la società veicolo per poter procedere all’acquisto degli asset chiede un finanziamento alla banca cedente che ottiene il capitale necessario attraverso l’emissione di obbligazioni; la separazione patrimoniale degli asset bancari ceduti alla società veicolo consente di ottenere una garanzia destinata al soddisfacimento degli obbligazionisti garantiti e non attaccabile da terzi creditori.

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