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Gli analisti di Mediobanca hanno ipotizzato per Saipem un aumento di capitale da 3 miliardi di euro. In particolare, secondo il loro parere, un’operazione di questo tipo permetterebbe alla società di ridurre in maniera significativa il livello di indebitamento, che ricordiamo a fine 2012 ammontava a 4,3 miliardi di euro, e al contempo consentirebbe ad Eni di diluire e deconsolidare la sua quota nella controllata.

Per quanto riguarda il problema dell’elevato indebitamento, gli analisti sottolineano come questo sia diventato ancora più evidente dopo il profit warning delle scorse settimane,  mentre per quanto riguarda la diluizione della quota di Eni, gli analisti di Piazzetta Cuccia sottolineano al riguardo come l’assetto futuro della società del cane a sei zampe risulti sempre più orientato al business exploration & production, come testimoniato della cessione della quota in Snam, dall’emissione dei bond convertibili su Galp e dalla vendita delle pipeline europee. Pertanto, il business exploration & construction di Saipem non sembra più strategico, dunque per Eni la diluizione della quota appare quasi una necessità.

Oltre ad una ricapitalizzazione, gli esperti di Mediobanca ipotizzano anche la possibile cessione da parte di Saipem del business delle perforazioni, che consentirebbe alla società di incassare circa 2,8 miliardi di euro.

 

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