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Ieri in serata Banca MPS ha comunicato gli attesi risultati realizzati nel corso del 2012, archiviato con una perdita netta di 3,17 miliardi di euro, contro il rosso di 4,694 miliardi del 2011, soprattutto a seguito di svalutazioni sugli avviamenti e su beni intangibili.

Le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti sono risultate pari a 2,672 miliardi, rispetto ai 1,297 miliardi registrati a fine 2011, mentre le rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie sono risultate negative per 222,6 milioni, contro il rosso di 153,4 milioni dello scorso anno, soprattutto a causa dell’impatto negativo di svalutazioni su partecipazioni (58 milioni), titoli di capitale/debito (93 milioni), Oicr (59 milioni) e altri strumenti (13 milioni). Nel periodo di riferimento il cost-income è passato  al 66% dal 64,2% del 2011, il margine della gestione finanziaria e assicurativa è diminuito a 4,995 miliardi (-6,2%), mentre il margine di interesse è calato a 2,83 miliardi (-18,1%). Le commissioni nette sono risultate pari a circa 1,633 miliardi (-7,4%).

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La raccolta diretta è calata del 5,7% a 136 miliardi, soprattutto per le minori obbligazioni con controparti istituzionali derivanti dal blocco dell’accesso ai mercati del funding internazionale, mentre la raccolta indiretta è diminuita del 13,1% a 114 miliardi. Al 31 dicembre 2012 l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati risultava pari a circa 17 miliardi, con una crescita di oltre il 30% rispetto a fine 2011, mentre dal punto di vista dei coefficienti patrimoniali il Core Tier 1 Ratio è migliorato all’8,9% (8,8%), il Tier 1 Ratio è calato al 9,6% (10,3%) e il Total Capital Ratio si è ridotto al 13,8% (14,9%). Il portafoglio titoli e derivati a fine 2012 ammontava a 38,4 miliardi, in aumento di un miliardo rispetto al precedente esercizio, con un’esposizione concentrata principalmente su titoli di Stato italiani.

 

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