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Nonostante la crisi e il complicato contesto macroeconomico, Brunello Cucinelli è riuscito a chiudere i primi nove mesi dell’esercizio in corso con un utile in linea con quello realizzato nello stesso periodo dello scorso anno.

In particolare, al termine del periodo compreso tra gennaio e settembre 2012, l’azienda attiva nel settore del cachemire ha realizzato un risultato netto pari a 17,037 milioni di euro, in linea con i 17,012 milioni registrati nello stesso periodo del 2011. I ricavi netti sono cresciuti del 15,2% a 220,2 milioni, l’utile netto normalizzato è aumentato del 25,3% a 21,3 milioni, così come pure è risultato in crescita l’Ebitda, che ha segnato un incremento del 19,7% a 39,8 milioni. Nel periodo in esame gli ammortamenti sono aumentati dai 3,7 milioni di euro dei primi 9 mesi 2011 ai 4,7 milioni di euro dei primi 9 mesi 2012, mentre la gestione finanziaria ha evidenziato un miglioramento derivante da un calo degli oneri finanziari a 1,5 milioni di euro rispetto agli 1,9 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2012 si è attestato a 14,4 milioni rispetto ai 59,6 milioni registrati al 30 settembre 2011.

Per quanto riguarda l’andamento delle vendite, è stato registrato un aumento su tutti i canali, in particolare spicca la crescita del 43,4% del monomarca retail, seguito dal monomarca wholesale con un incremento del 36,0%. A livello geografico, invece, in Italia le vendite hanno subito una flessione del 5,4%, mentre il fatturato estero è cresciuto del 25,3%.

Brunello Cucinelli, presidente e amministratore delegato del gruppo, nel commentare i risultati realizzati nel corso dei primi 9 mesi dell’anno ha affermato che l’azienda è molto soddisfatta dell’andamento registrato nel periodo compreso tra gennaio e settembre, sia in termini di ricavi che di marginalità, pertanto prevede una chiusura di esercizio “veramente speciale”.

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