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Eni ha chiuso il primo trimestre del 2013 con ricavi in calo del 6% a 31,16 miliardi di euro e un utile operativo adjusted di 3,79 miliardi di euro, ossia in flessione del 39,2% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, soprattutto a causa dei minori risultati delle Divisioni Exploration & Production e Gas & Power.

In calo anche l’utile netto adjusted, che si è attestato a 1,43 miliardi di euro (-41,8%), una flessione che il gruppo del cane a sei zampe ha collegato soprattutto alla performance operativa peggiore rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno e all’incremento di circa 5 punti percentuali del tax rate. Al 31 marzo 2013 l’indebitamento finanziario netto è risultato pari a 15,99 miliardi di euro, con un incremento di circa mezzo miliardo di euro rispetto a fine 2012.

Per quanto riguarda le previsioni per l’esercizio 2013, il gruppo stima una crescita del livello produttivo di idrocarburi, pur ammettendo che l’anno in corso continuerà ad essere caratterizzato da rischi e incertezze che gravano sulla ripresa economica mondiale a causa della prolungata fase recessiva dell’eurozona. Le vendite sono invece viste sostanzialmente stabili rispetto al 2012, così come pure saranno in linea con lo scorso anno anche le spese per gli investimenti.

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