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Nonostante la crisi dei consumi energetici, Snam ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 28% anno su anno a 863 milioni di euro, in particolar modo grazie a un buon trimestre; i conti del gruppo leader nel settore energetico hanno superato anche le stime degli analisti.

Buoni risultati per Snam; il gruppo ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile netto in crescita del 28% anno su anno a 836 milioni di euro; ha registrato un utile in aumento del 42,5% a 302 milioni di euro, battendo anche le stime degli analisti: ad esempio, le attese degli esperti di Banca Akros erano di 248 milioni di euro. In diminuzione l’indebitamento finanziario netto.

Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile operativo di Snam ammonta a 1,528 miliardi di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; i ricavi nel periodo in esame sono aumentati dello 0,6% a 2,684 miliardi.

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre risultava essere pari a 13,734 miliardi; il positivo flusso di cassa netto da attività operativa di 1,095 miliardi ha consentito di coprire per intero i fabbisogni finanziari legati agli investimenti tecnici, i quali sono risultati essere pari a 856 milioni (775 milioni nei primi nove mesi del 2013), di cui il 75% con ritorni superiori rispetto al livello di remunerazione base.

Il cda di Snam ha convocato per il 10 dicembre l’assemblea straordinaria sull’aumento di capitale da 505 milioni di euro per rilevare la partecipazione in Trans Austria Gasleitung /TAG) detenuta da Cdp Gas Srl, società interamente controllata da Cassa depositi e prestiti.

L’amministratore delegato del gruppo, Carlo Malacarne, ha commentato i risultati dei primi nove mesi sottolineando come essi siano il risultato dell’attenzione all’efficienza operativa e finanziaria della gestione. Il ceo ha spiegato che l’obiettivo del gruppo è quello di continuare con gli investimenti, con l’obiettivo di potenziare le infrastrutture gas italiane e e promuovere l’integrazione delle reti europee.

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