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Gli azionisti di Enel intascheranno relativamente all’esercizio 2012 un dividendo di 0,15 euro per azione, in linea con le previsioni degli analisti. La cedola sarà staccata il 24 giugno 2013 e messa in pagamento a partire dal giorno 27 dello stesso mese.

Il colosso energetico italiano ha archiviato il 2012 con ricavi pari a 84,89 miliardi di euro, ossia in crescita del 6,8% rispetto ai 79,51 miliardi di euro realizzati nel 2011, soprattutto grazie ai maggiori ricavi da vendita e trasporto di energia elettrica, da trading di combustibili e da vendita di gas ai clienti finali. Nel periodo di riferimento il margine operativo lordo è calato del 4,9% a 16,74 miliardi di euro, soprattutto per via della riduzione del margine di generazione in Italia e della variazione del perimetro di consolidamento derivante dalle cessioni effettuate.

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Enel ha chiuso l’esercizio 2012 con un utile netto in calo da 4,11 miliardi a 865 milioni di euro, soprattutto a causa di svalutazioni per 2,58 miliardi riguardanti le attività della controllata spagnola Endesa. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2012 è risultato in calo a 42,95 miliardi di euro, rispetto ai 44,6 miliardi di inizio anno.

Sempre nel corso della riunione tenuta ieri per l’esame e l’approvazione dei risultati relativi all’esercizio 2012, il Consiglio di amministrazione di Enel ha approvato anche l’aggiornamento del piano industriale 2013-2017, che prevede dismissioni per circa 6 miliardi di euro, emissioni di bond ibridi per 5 miliardi di euro entro il 2015 e conferma la politica di dividendo con un pay-out pari almeno al 40% dell’utile netto. Nello stesso piano è previsto un utile netto ordinario di  circa 3 miliardi nel 2013, di circa 3,3 miliardi nel 2015 e tra 4 e 5 miliardi nel 2017, mentre l’indebitamento finanziario netto è visto scendere a circa 42 miliardi nel 2013, a circa 37 miliardi nel 2014 e tra 36 e 37 miliardi nel 2017.

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