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Gli analisti di Morgan Stanley ritengono che, soprattutto a causa delle difficoltà sul fronte dei ricavi, Telecom Italia archivierà l’esercizio in corso con un ebitda inferiore alle stime del consenso e un margine operativo lordo a 11,1 miliardi di euro.  Questo dovrebbe quindi allontanare ancora di più l’obiettivo di ridurre l’indebitamento a 25 milioni di euro al termine del 2013, sempre che la società non decida di sacrificare a tal scopo parte dei dividendi da destinare agli azionisti in relazione all’esercizio 2012.

La maggior parte degli analisti ritiene che la compagnia telefonica italiana alla fine si vedrà costretta ad imboccare questa direzione, convinzione condivisa dagli stessi esperti di Morgan Stanely, che hanno quindi provveduto ad abbassare le previsioni sul dividendo che gli azionisti intascheranno nel corso della prima parte del 2013 in relazione all’esercizio 2012, portandole da 4,3 a 2 centesimi di euro.

Gli analisti della banca d’affari statunitense non escludono inoltre un taglio del rating di credito di Telecom Italia, attualmente a BBB/Baa2, soprattutto considerando che i livelli di spesa per gli investimenti potrebbero aumentare, nonché la poca chiarezza in merito al ruolo del governo, ossia se sarà un co-investitore o un competitor nella rete ad alta velocità.

 

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