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L’accesso alla pensione anticipata senza penalità sull’assegno potrà essere nuovamente presentato con un’adeguata copertura finanziaria che significa nuove risorse economiche. Ad affermarlo il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti nel corso di un question time alla Commissione Lavoro alla Camera.

Pensione anticipata senza penalità

Recentemente è stata introdotta una novità molto importante per coloro che intendano andare in pensione in anticipo prima dei 62 anni. Viene eliminata infatti la penalizzazione per i trattamenti pensionistici decorrenti dopo il primo gennaio 2015 dei lavoratori che maturano i requisiti entro la fine del 2017, creando però una disparità di trattamento per coloro che sono andati in pensione anticipata nel triennio 2012-2014.
A tal proposito si ricorda che si può andare in pensione in anticipo, ossia prima di aver perfezionato i requisiti anagrafici richiesti dalla legge, ma solo se si è in possesso dell’anzianità contributiva.

In particolare:
-per gli uomini: pensione in anticipo con 42 anni e 6 mesi di contributi
-per le donne: pensione in anticipo con 41 anni e 6 mesi di contributi.

Pensione anticipata: requisiti, età, domanda. La mini guida 2015
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Pensione in anticipo senza penalità retroattiva?

Come rimediare? Il ministro Poletti spiega che l’articolo 1 comma 113 della legge 190/2014 ha tolto questa riduzione dell’assegno ai soli trattamenti decorrenti dal 2015 «per ragioni di compatibilità finanziaria», perché se l’intervento «avesse avuto effetti retroattivi, gli oneri finanziari sarebbero stati notevolmente più elevati».
Nel caso in cui si decidesse un intervento per estendere con efficacia retroattiva l’applicazione della norma, o anche solo per sospendere le penalizzazioni per il triennio 2015-2017 nei riguardi di coloro che hanno avuto accesso al pensionamento anticipato entro il 31 dicembre 2014, “ne conseguirebbero maggiori oneri per la finanza pubblica in relazione ai quali dovrebbe essere reperita la necessaria copertura finanziaria”.

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