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Ogni investitore dovrebbe prestare molta attenzione non solo a quelli che sono i trend del momento ma anche a quelli che saranno i megatrend del futuro. Soprattutto per chi assume un ottica di lungo termine degli investimenti è fondamentale stare sul pezzo delle tendenze future.

In questo post parleremo proprio di un megatrend che, stando a quanto affermato da molti analisti, è destinato a pesare sempre di più negli anni a venire: l’invecchiamento della popolazione e il suo impatto sulla cosiddetta food economy.

Secondo un recente studio condotto dal World Economic Forum (WEF),  ogni anno il consumo alimentare globale costa qualcosa come 9 mila miliardi di dollari. Ebbene il costo sanitario e ambientale che deriva da questo consumo alimentare ammonta a 19,8 mila miliardi di dollari. Un dato preoccupante se si osserva questo fenomeno nel lungo termine. Ancora più preoccupante è il fatto che ben 11 mila miliardi di dollari di costi siano attribuibili ai capitoli salute umana e siano quindi in qualche modo legati a diete sbagliate.

I numeri dicono che il fenomeno è sempre più preoccupante. Ovviamente, ragionando per fasce di età, a “costare di più” a causa di diete alimentari sbagliate sono gli anziani.

La domanda che tutti si pongono è se ci sia un modo per riuscire ad uscire da questa situazione. Non parliamo ovviamente di ricerca medica per fronteggiare le varie malattie create dalla cattiva alimentazione, ma di soluzioni che vanno a monte ossia alla qualità dello stesso cibo.

Grazie alla tecnologia, è innegabile che su questo punto siano stati fatti dei passi in avanti anche di un certo livello. Pensiamo ad esempio alla cosiddetta food economy ossia all’economia agroalimentare. Oramai da anni (e con un trend che di fatto è sempre più crescente) si assiste ad una forte innovazione nel segmento delle tecnologie per la produzione agricola. L’attività di ricerca e di innovazione nel settore agroalimentare è in continuo avanzamento. Obiettivo è offrire un’alimentazione migliore in modo tale da ridurre i costi sanitari connessi al radicamento delle cattive abitudini a tavola.

Il rapporto tra invecchiamento della popolazione e sviluppo della food economy è strettissimo. E poichè i trend dicono che la popolazione in occidente è sempre più anziana, è assodato che tutta la tematica della food economy continuerà a tenere banco per molti anni a venire. Anzi, non è necessario avere la sfera di cristallo per comprendere che l’innovazione alimentare sarà sempre più importante. Non può accadere diversamente come avremo modo di spiegare nel prossimo paragrafo.

Impatto dell’alimentazione sulla salute e ruolo della food economy

persone obese

Sono oramai anni che anche sulle tv generaliste viene fatto passare un messaggio molto chiaro: alla base di molti problemi di salute (destinati ad emergere soprattutto quando si diventa più adulti – anche se c’è da evidenziare un pericoloso boom anche tra i giovanissimi) c’è la cattiva alimentazione.

Tre dati snocciolati da un recente report del WEF ci consentono di inquadrare quello che sta accadendo:

  • I soggetti che mangiano più cibi grassi e zuccheri rischiano di sviluppare un’obesità crescente la quale, a sua volta, è causa di numerose malattie anche importanti
  • Negli Stati Uniti la situazione è drammatica: più della metà della popolazione soffre di una malattia cronica (di tipo cardiovascolare anche se diffusissimo è il diabete).
  • L’Europa non se la passa meglio visto che le malattie croniche sono alla base dell’86 per cento di tutti i decessi. Alla base di queste malattie croniche, anche, in questo caso ci sono sempre le cattive abitudini alimentari.

Non crediamo che dati simili abbiamo bisogno di commenti ulteriori.

Secondo gli analisti di Pictet Asset Management, il covid ha operato come accelerante in una situazione già molto complessa. La pandemia, infatti, ha fatto emergere lo stretto legame tra un’alimentazione sbagliata e l’insorgere di nuove malattie anche infettive. In questo contesto è emersa con sempre maggiore chiarezza la necessità di arrivare ad un vero e proprio cambiamento sociale che in ambito alimentare.

Si dovrebbe passare dall’assunzione manicale di cibo (anche senza avere alcuna necessità fisica di nutrirsi) ad un consumo più responsabile. Un traguardo di lungo termine (e per questo motivo abbiamo inserito la food economy nei megatrend del futuro) che, per essere raggiunto, avrebbe bisogno del coinvolgimento di tutte le parti in causa a partire dai consumatori. Sicuramente per fare dei passi in avanti è necessario uno sforzo collettivo basato su più livelli. L’impresa sarà ardua ma, nel piccolo, ognuno può fare la sua parte.

Ad esempio i consumatori, anche a seguito del covid, hanno iniziato a preferire cibi funzionali che sono in grado di rafforzare le difese immunitarie. In margini di crescita di questo mercato sono enormi. Ovviamente man mano che le nuove abitudini indotte dalla food economy si diffonderanno, la distanza coi i cibi tradizionali “cattivi” tenderà ad aumentare. Obiettivo della food economy sarà anche quello di includere sempre più consumatori in questo canale virtuoso il cui scopo di fondo, al di là del fondamentale aspetto medico, è quello di ridurre il costo economico e sociale delle malattie causate da una alimentazione errata.

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