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L’asta di BTP tenuta questa mattina ha confermato il trend al ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato, dopo che nei giorni scorsi si era temuta un’inversione di tendenza a causa del clima di incertezza politica e del rialzo dello spread tra BTP e Bund che aveva seguito le dimissioni del premier Mario Monti.

Nel dettaglio, il tasso lordo dei BTP con scadenza 1° dicembre 2015 è calato al 2,50% dal 2,64% dell’asta del 14 novembre scorso, mentre quello dei BTP con scadenza 1° marzo 2016 (ISIN: IT0004644735)  è sceso al 4,75% dal 5,32% dell’ultima asta di metà settembre.

Per quanto riguarda i titoli con scadenza a tre anni, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è riuscito a collocare l’importo massimo della forchetta prestabilita, compresa ricordiamo tra un minimo di 2,5 e un massimo di 3,5 miliardi di euro. In questo caso il rapporto di copertura, dato dalla differenza tra ammontare offerto e ammontare richiesto, ha però registrato un calo, passando a 1,359 dal precedente 1,50.

Per i titoli con scadenza a quindici anni, invece, l’ammontare collocato è risultato pari a 729 milioni di euro, ovvero nella parte alta della forchetta prestabilita e che ricordiamo era compresa tra un minimo di 500 e un massimo di 750 milioni di euro.  Questa volta il rapporto di copertura è migliorato, passando a 1,977 dal precedente 1,50.

Secondo Alessandro Giansanti di Ing, l’esito positivo dell’asta di questa mattina è da ricondurre sia al fatto che il mercato sta digerendo bene il problema politico, sia ad una forte domanda da parte di investitori alla ricerca di buoni rendimenti.

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