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I Buoni Fruttiferi Postali hanno una durata prestabilita che varia a seconda della tipologia di buono postale prescelta. Nel caso dei Buoni Fruttiferi Postali Ordinari, ad esempio, la durata massima è di dieci anni, mentre nel caso dei Buoni Fruttiferi Postali Diciottomesi, come si intende dal nome stesso, la durata massima è limitata ad un anno e mezzo dalla sottoscrizione.

Ma cosa succede dopo la scadenza? Nel caso dei Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati, il capitale inizialmente investito e gli interessi maturati vengono automaticamente accreditati sul conto corrente o sul libretto postale al quale sono collegati. Ne deriva quindi che in tal caso non sussiste alcun rischio di prescrizione e dormienza.

Al contrario, in caso di sottoscrizione di Buoni Fruttiferi Postali in forma cartecea, è il titolare dei Buoni che deve recarsi presso l’ufficio postale e chiedere il rimborso dell’intera somma spettante, data dal capitale inizialmente investito sommato agli interesse maturati. In caso contrario, qualora il titolare si dimentichi della scadenza del Buono o non ne chieda il rimborso entro pochi giorni dalla sua scadenza, la somma a lui spettante sarà sempre la stessa. A partire dal giorno successivo alla loro scadenza, infatti, i Buoni Fruttiferi Postali smettono di essere fruttiferi.

Tuttavia, la mancata richiesta di rimborso del buono può determinare la sua prescrizione: trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del Buono, infatti, questo diventa dormiente. Ciò significa che, una volta trascorsi dieci anni dalla sua scadenza e 180 giorni dalla comunicazione da parte dell’intermediario, se il titolare non provvede a chiedere il rimborso, le somme saranno trasferite al Fondo pubblico.

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