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Maire Tecnimont ha comunicato questa mattina di aver inoltrato, attraverso le controllate Tecnimont, Tecnimont Chile e Tecnimont do Brasil, una richiesta di risarcimento danni per un ammontare complessivo pari a 1,3 miliardi di dollari. Tale richiesta è stata avanzata nell’ambito della procedura arbitrale attualmente in corso a Parigi contro Endesa Chile (Gruppo Enel) sul contratto avente ad oggetto i lavori di realizzazione della centrale di Bocamina II in Cile.

L’avvio della procedura, ricordiamo, deriva dalla decisione di Endesa di contestare nell’ottobre del 2012 l’esecuzione del contratto dal punto di vista dei tempi di consegna e dalla decisione di richiedere l’escussione delle garanzie previste dai contratti. A ottobre del 2012, infatti, Maire Tecnimont aveva chiesto alla società un’estensione di 11,5 mesi dei tempi di consegna e un’integrazione del prezzo per 136 milioni di dollari, giustificando tali richieste con le violente proteste della popolazione.

La somma richiesta a titolo di risarcimento danni, ha spiegato la società, comprende la restituzione del valore delle garanzie bancarie, i maggiori costi derivanti dai gravi eventi sismici e dalle proteste della popolazione locale, prendendo inoltre in considerazione la parte residua del prezzo contrattuale e i danni conseguenti all’escussione delle garanzie bancarie da parte di Endesa Chile.

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