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Il rating dell’Italia sembra essere nelle mani di Pier Luigi Bersani, il presidente del Consiglio incaricato di formare un nuovo governo.

Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni di stampa, infatti, l’agenzia di rating Moody’s sarebbe in procinto di declassare ulteriormente il rating dell’Italia, dopo che il suo analista Dietmar Hornung nel corso di un’intervista aveva spiegato di osservare attentamente gli sforzi di Bersani nella  formazione di un nuovo governo, spiegando al contempo che il tentativo del leader del Pd avrà riflessi nel breve termine sul profilo di credito del Paese. In altre parole, qualora i suoi sforzi dovessero risultare vani, Moody’s procederà con un nuovo downgrade del rating dell’Italia.

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Ebbene, sulla base di queste premesse, sembra ormai certo un declassamento del Bel Paese. Nell’atteso incontro tra il premier designato e il M5s, infatti, Bersani non è riuscito a convincere il partito guidato da Beppe Grillo ad appoggiare un governo, inoltre come se non bastasse continuano ad aleggiare i timori su un possibile effetto contagio della crisi che sta colpendo Cipro ai danni dell’Italia e degli altri Paesi periferici della zona euro.

Il clima di preoccupazione e sfiducia ha influenzato anche l’asta di BTP del 27 marzo 2012, deludente secondo buona parte degli analisti a causa di una domanda poco sostenuta, tanto che il governo ha collocato titoli per un ammontare complessivo di poco inferiore rispetto all’intero quantitativo offerto. Nel frattempo lo spread tra BTP e Bund oggi è tornato a salire oltrepassando la soglia dei 340 punti.

 

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