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Gli analisti di Ubs hanno comunicato di aver peggiorato la loro valutazione sul titolo Telecom Italia portando il target price da 1 a 0,45 euro e il rating da “buy” a “sell”. In altre parole, dunque, gli esperti della banca d’affari svizzera consigliano agli investitori di vendere le azioni della compagnia telefonica italiana eventualmente presenti all’interno del loro portafoglio di investimenti.

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Ubs ha prospettato uno scenario negativo anche sul fronte della remunerazione agli azionisti, azzerando le stime sul dividendo per il triennio 2013/2015. Se le previsioni della banca d’affari dovessero rivelarsi fondate, dunque, gli azionisti di Telecom Italia non intascheranno alcun dividendo nel corso dei prossimi tre anni, circostanza che rende le azioni della compagnia telefonica incompatibili con tutte quelle strategie di investimento che puntano soprattutto ai dividendi.

Tra le debolezze del colosso italiano delle telecomunicazioni, Ubs cita un’eccessiva esposizione (92%) ad un mercato domestico considerato debole e saturo; un bilancio poco soddisfacente, con rapporto debito netto/ebitda 2012 oltre 2,9 volte; una inappropriata strategia di allocazione del capitale; una struttura di controllo complessa e priva di una chiara strategia industriale a lungo termine.

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