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Novo Nordisk ha perso circa il 70% rispetto al massimo raggiunto nel giugno 2024, cancellando buona parte dell’enorme rivalutazione che aveva accompagnato l’esplosione della domanda mondiale per i farmaci contro obesità e diabete. Il titolo danese si trova così in una situazione quasi opposta rispetto a quella di due anni fa: allora il mercato sembrava disposto a pagare qualsiasi prezzo pur di partecipare alla crescita di Wegovy e Ozempic, mentre oggi prevale una maggiore prudenza sulle prospettive future.

La correzione non significa però che l’attività dell’azienda sia entrata improvvisamente in crisi. Nel secondo trimestre del 2026 l’utile operativo rettificato è cresciuto dell’11% a cambi costanti e Novo Nordisk ha leggermente migliorato le proprie previsioni per l’intero esercizio. Il problema è piuttosto la distanza tra risultati ancora solidi e aspettative che negli anni precedenti erano diventate eccezionalmente elevate.

Wegovy cresce, ma il mercato pretendeva molto di più

Il punto più delicato riguarda proprio Wegovy, uno dei prodotti sui quali poggia una parte importante delle aspettative di crescita del gruppo. Le vendite della versione in pillola recentemente lanciata sono risultate leggermente inferiori alle previsioni degli analisti, nonostante una domanda molto forte. A pesare è stata soprattutto la riduzione dei prezzi, necessaria per ampliare l’accesso al trattamento ma capace contemporaneamente di comprimere il valore generato da ogni prescrizione.

È qui che cambia la storia finanziaria di Novo Nordisk. Durante la prima fase dell’espansione dei farmaci GLP-1 il mercato premiava soprattutto la crescita dei volumi e la scarsità dell’offerta. Ora bisogna dimostrare di poter aumentare il numero dei pazienti senza sacrificare eccessivamente prezzi e margini, mentre la concorrenza diventa più aggressiva.

La seconda metà del 2026 presenta inoltre ulteriori ostacoli. In Canada e Brasile possono arrivare versioni generiche del semaglutide, mentre negli Stati Uniti l’aumento delle soluzioni offerte a prezzi ridotti potrebbe continuare a esercitare pressione sui ricavi. Questo non cancella la domanda strutturale per i trattamenti contro l’obesità, ma rende molto meno semplice trasformarla nella stessa crescita degli utili osservata negli anni precedenti.

CagriSema e la concorrenza di Eli Lilly diventano decisivi

Il mercato guarda ormai oltre Wegovy. Una parte significativa delle aspettative è concentrata su CagriSema, trattamento di nuova generazione sul quale Novo Nordisk punta per difendere la propria posizione nel settore dell’obesità. Proprio le aspettative sulle sue future vendite sono però diventate più prudenti, anche a causa del confronto sempre più serrato con Zepbound di Eli Lilly.

La competizione è importante perché la crescita del mercato non garantisce automaticamente che Novo Nordisk mantenga la stessa quota. Eli Lilly sta aumentando capacità produttiva e portafoglio di trattamenti, mentre entrambe le aziende lavorano su nuove formulazioni più semplici da utilizzare e su medicinali capaci di ottenere risultati migliori nella perdita di peso.

Per Novo Nordisk diventa quindi essenziale che la propria catena di nuovi farmaci riesca a compensare progressivamente la pressione sui prodotti attuali. Se i prossimi trattamenti riusciranno a differenziarsi per efficacia, facilità di somministrazione o prezzo, la crescita potrebbe riaccelerare. In caso contrario, il mercato potrebbe continuare a ridimensionare le aspettative incorporate nella valutazione.

Dopo il crollo, le azioni non risultano necessariamente economiche

È probabilmente questo l’aspetto più interessante. Un titolo che perde il 70% può sembrare automaticamente a buon mercato, ma un forte calo del prezzo non equivale necessariamente a una forte sottovalutazione.

Nel mese di agosto la stima del valore equo per l’azione Novo Nordisk è stata ridotta da 311 a 285 corone danesi, soprattutto per aspettative più prudenti sui margini lordi di lungo periodo e sulle vendite future di CagriSema. Con il titolo intorno alle 308 corone al momento dell’analisi, la valutazione risultava quindi leggermente superiore a quel riferimento.

Il mercato sembra dunque avere già cancellato gran parte dell’euforia che circondava Novo Nordisk, ma non necessariamente aver trasformato il titolo in un’occasione evidente. La società mantiene un’attività estremamente forte nel diabete e nell’obesità, mentre il mercato potenziale rimane enorme: a livello globale soltanto una piccola percentuale delle persone con obesità viene attualmente trattata con farmaci specifici di marca.

La vera questione per Novo Nordisk non è quindi recuperare rapidamente il 70% perso dai massimi. Saranno soprattutto prezzi di Wegovy, capacità di difendere i margini, concorrenza di Eli Lilly e risultati dei nuovi farmaci a determinare se il forte ridimensionamento delle aspettative sia ormai sufficiente oppure se il mercato abbia ancora ragioni per restare prudente.

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