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A partire da novembre 2012 entrerà in vigore il regolamento Ue riguardante il meccanismo delle vendite allo scoperto. Più nel dettaglio, al fine di contrastare i tanto discussi effetti delle vendite allo scoperto, che ricordiamo secondo molti inciderebbero negativamente sulla volatilità dei mercati, verrà introdotto una sorta di controllo indiretto, in forza del quale dovranno essere comunicate alle autorità competenti le posizioni “short” (ossia quelle in vendita) degli investitori al netto delle posizioni “long” (ossia quelle in acquisto). Per quanto riguarda i titoli azionari, l’obbligo scatta nel momento in cui le vendite nette costituiscono lo 0,2% del capitale dell’emittente e ad ogni successiva variazione dello 0,1%. Qualora dovesse essere superata la soglia dello 0,5%, l’obbligo di comunicazione scatterà non solo nei confronti dell’autorità competente ma anche del mercato.
Lo stesso regolamento prevede inoltre che in caso di minaccia della stabilità finanziaria, le autorità dei singoli Paesi potranno imporre obblighi aggiuntivi di comunicazione o divieti, purchè il provvedimento sia contraddistinto dal requisito della proporzionalità. Viene inoltre introdotto un meccanismo a fronte del quale l’Esma potrà esprimere il suo parere in relazione alle misure prese dalle autorità competenti dei singoli Paesi. In caso di dissenso sarà avviata una procedura di conciliazione.
Infine, il regolamento prevede una durata massima di 4 giorni per la procedura derivante dalla violazione del divieto del cosiddetto short selling “nudo”, ovvero realizzato senza che i titoli siano neanche stati presi in prestito. Fino ad ora la durata di tale procedura è diversa a seconda dei singoli Paesi.

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