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Il Consiglio di amministrazione di Italcementi durante la riunione tenuta ieri ha esaminato i dati relativi all’andamento delle vendite al 31 dicembre 2012.

In particolare, il Gruppo cementifero ha chiuso lo scorso esercizio con un fatturato pari a 4.480,1 milioni di euro, ovvero in flessione del 3,8% rispetto all’anno precedente, soprattutto a causa dei riflessi della crisi economica che ha provocato un calo della domanda di materiali da costruzione nei Paesi industrializzati, parzialmente compensato dall’andamento positivo in alcuni Paesi emergenti dell’area asiatica.

Al 31 dicembre 2012 l’indebitamento finanziario netto è risultato pari a circa 1.990 milioni di euro, ossia in miglioramento di circa 100 milioni di euro rispetto ai livelli di fine 2011, soprattutto grazie ad un efficace controllo dei flussi generati dalla gestione operativa e ad una politica di investimento volta a favorire l’efficienza industriale e ambientale.

Durante lo scorso anno le vendite consolidate di cemento e clinker sono state pari a 45,9 milioni di tonnellate, ossia in calo del 6,6% rispetto allo scorso anno principalmente a causa della stagnazione dei consumi in Italia, nonché al calo delle vendite in Francia-Belgio (-8%) e in Egitto (-5,4%). Al contrario, sono risultate in crescita le vendita sul mercato Nord americano (+0,3%),  in India (+9,7%) e in Tailandia (+10,3%), così come pure è risultata in crescita l’attività di trading (+30,6%). Nel settore degli inerti le vendite sono state pari a 34,0 milioni di tonnellate (-10,8%), mentre nel comparto del calcestruzzo le vendite sono state pari a 12,9 milioni di metri cubi (-10,8%).

 

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