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Mediobanca ha archiviato i primi nove mesi dell’esercizio 2012/2013 con un utile netto in calo a 37,2 milioni di euro dai 104,9 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Ad influire negativamente è stata soprattutto la svalutazione di Telco per 95 milioni di euro, effettuata nel secondo trimestre, nonché le perdite operative delle partecipate Generali, per 63,9 milioni di euro, e Rcs, per 37,6 milioni di euro. In ogni caso, il dato risulta maggiore rispetto ai 30 milioni di euro previsti in media dagli analisti.

Nel periodo in esame i ricavi si sono ridotti del 23,7% a 1.173,5 milioni, mentre le attività deteriorate sono cresciute a 955 milioni, con un’incidenza del 2,8% circa sugli impieghi.

Per quanto riguarda l’andamento delle singole divisioni, è cresciuta soprattutto la divisione corporate e investing banking, che ha registrato un utile di 176 milioni, raddoppiato rispetto agli 88,5 milioni dello scorso anno, così come pure è senza dubbio positivo il risultato della divisione retail, con Chebanca! che ha ridotto la perdita a 11,4 milioni (da precedenti 30,1 milioni di euro), grazie all’aumento dei ricavi e alla riduzione dei costi. Il settore private banking ha invece chiuso il periodo con un utile di 35 milioni dai 19,1 milioni di marzo 2012. Infine, sul fronte dei coefficienti patrimoniali, il core tier 1 a fine marzo è salito al 12%, mentre l’indice Total Capital si è attestato al 15,2%.

Mediobanca, ricordiamo, ha fissato al prossimo 21 giugno l’investor day durante il quale presenterà l’aggiornamento delle strategie del gruppo per i prossimi anni.

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