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Per capire se la nostra banca pratica costi eccessivi sul conto corrente rispetto alla media del settore è necessario andare ad analizzare l’indicatore sintetico di costo annuo (Isc), che si trova in ogni rendiconto di fine anno dell’istituto di credito. E’ un po’ il termometro che permette al correntista di capire se nel corso dell’anno si è speso più della media generale. L’Isc misura in euro tutte le spese sostenute per il deposito del denaro sul conto corrente nell’arco dei 12 mesi. E’ un’iniziativa nata nel 2010 da Bankitalia, in collaborazione con l’Abi.

Tuttavia, l’Isc non considera eventuali servizi bancari in più offerti da alcuni conti correnti (ad esempio polizze assicurative o sconti particolari per spesa nei negozi), gli sconfini e le operazioni online. L’Isc serve per capire se si sta spendendo troppo, confrontando il proprio Isc con quello standard, che si riferisce a un conto corrente tipo che ogni banca è obbligata a rendere pubblico per una maggiore trasparenza del servizio bancario offerto ai propri clienti.

Il dato dell’Isc si trova sul prospetto informativo del conto corrente. In ogni caso si può fare una veloce ricerca sul sito pattichiari.it. Esiste comunque un modo per risparmiare sulle spese bancarie, attraverso alcune semplici accortezze. In primis l’ideale è avere sempre e solo un unico conto corrente, non solo per ridurre le spese ma anche per monitorare più facilmente le varie voci di costo (bonifici, prelievi bancomat, addebbitto delle bollette, etc.).

In ogni caso si può sempre provare a contrattare condizioni migliori con la banca e tassi più convenienti, se altri istituti di credito offrono condizioni più vantaggiose (la banca cercherà di non perdere il cliente). Se possibile il conto corrente online va preferito, in quanto i costi sono quasi azzerati o comunque più bassi di almeno un terzo rispetto a quelli tradizionali. Infine, meglio evitare tutte le operazioni allo sportello, preferendo il canale online.

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