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La natura dei conti correnti dal punto di vista dell’investitore è profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni. Si è infatti passati dal conto corrente come forma di investimento al conto corrente come mezzo per il parcheggio di liquidità. Questa trasformazione è avvenuta poichè gli interessi corrisposti sui conti correnti si sono ridotti. Non è andata meglio a conti deposito e libretti.

Al taglio degli interessi corrisposti ha poi fatto seguito anche l’aumento della tassazione. A partire dal 2014, infatti, l’aliquota applicata è salita al 26% contro il 20% precedente. Quindi interesse non più alto e tassazione al 26% hanno assottigliato il guadagno netto dell’investitore. L’aliquota del 26% sugli interessi si applica anche su certificati di deposito, libretti postali e depositi bancari.

Per approfondire: Tassazione rendite finanziarie 2019

Tassazione conti correnti fino al 2014

Dal 1° gennaio 2012 l’aliquota fiscale sugli interessi dei conti correnti pagati dalla banca al cliente è scesa al 20% dal 27%. Ciò vale sia per i conti correnti tradizionali, sia per i conti deposito vincolati o liberi. La tassazione dei conti correnti si arricchisce anche con l’imposta di bollo, che viene azzerata soltanto quando il denaro presente sul conto corrente ha registrato una giacenza media inferiore ai 5mila euro. Quindi, se durante l’anno la disponibilità media presente sul conto, considerando tutte le entrate e le uscite, è inferiore a 5mila euro, non si pagherà il bollo.

Di converso, se la giacenza media durante i 12 mesi è stata superiore a 5mila euro, bisognerà considerare l’imposta di bollo di 34,2 euro, che dovrà essere applicata ai conti correnti bancari, ai conti correnti postali e sui rendiconti dei libretti di risparmio se intestati alle persone fisiche, ovvero i privati cittadini. In base ai dati riferiti a fine 2011, il provvedimento va a colpire circa 12 milioni di conti correnti.

Il gettito per il Fisco non è particolarmente rilevante per la tassazione ai privati, ma lo è se si considerano invece le persone giuridiche, ovvero le aziende. Dal 1° gennaio 2012 l’imposta di bollo per le persone giuridiche titolari di conti correnti è stata aumentata a 100 euro da 73,8 euro. In questo caso la stima che si fa sui dati di fine 2011, è di una tassazione rivolta a ben oltre 20 milioni di c/c.

Un discorso a parte meritano, invece, i conti deposito, sui quali si applica la cosiddetta “patrimonialina” (o patrimoniale-Monti). Non vengono tassati come se fossero conti correnti, in quanto offrono rendimenti nettamente più elevato e quindi vengono equiparati a un investimento finanziario a tutti gli effetti. Dal 1° gennaio 2013 si applica un’imposta di bollo proporzionale dello 0,15% sul controvalore presente sul conto deposito.

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