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Il piano industriale varato da Enel prevede l’emissione di bond ibridi per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro da collocare entro il 2015.

Al riguardo, in particolare, secondo quanto scritto da Il Sole 24 Ore, il colosso energetico italiano avrebbe già iniziato a sondare l’interesse delle banche inviando lo scorso aprile ad una cinquantina di istituti di credito una lettera attraverso la quale si invitava a formulare una loro proposta sulla pianificazione e gestione dell’emissione ibrida del prossimo triennio entro il termine di un mese, che a quanto pare sarebbe già scaduto.

Secondo le indiscrezioni, Enel si prenderà qualche settimana di tempo per individuare il consorzio che si occuperà del collocamento, soprattutto considerando che le procedure da seguire per l’emissione di un bond ibrido sono più complesse rispetto a quelle previste per le altre tipologie di obbligazioni. Tuttavia, si parla già del collocamento di una prima tranche ibrida prima della pausa estiva, quindi entro la fine del mese di luglio. In ogni caso, l’emissione sarà comunque preceduta da un road-show internazionale che dovrebbe svolgersi nel mese di giugno.

Il ricorso ai bond ibridi, ricordiamo, è stato annunciato da Fulvio Conti lo scorso marzo ed è stato deciso in quanto consente di rifinanziare il debito e al contempo ridurre l’esposizione ai fini della valutazione delle agenzie di rating, che ricordiamo prendono in considerazione solo il 50% dell’ammontare come debito, conteggiando invece come patrimonio la restante parte. I bond ibridi presentano come caratteristica principale un rendimento più elevato ma forniscono meno garanzie ai sottoscrittori, in quanto il loro rimborso è subordinato a quello di altri crediti in caso di default dell’emittente, inoltre è previsto il mancato pagamento della cedola nel caso in cui la società non distribuisca dividendi agli azionisti.

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