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Coerentemente con quanto deliberato dal Consiglio di amministrazione lo scorso 30 maggio nell’ambito del programma di Euro Medium Term Notes, Eni sta preparando un’emissione obbligazionaria decennale a tasso fisso, finalizzata a mantenere una struttura finanziaria equilibrata in relazione al rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine e alla vita media del debito del gruppo.

In particolare, il colosso del cane a sei zampe ha dato mandato a Banco Santander, Bnp Paribas, JP Morgan Securities, Merrill Lynch e Unicredit di organizzare il collocamento, che ricordiamo è riservato esclusivamente agli investitori istituzionali.

Le obbligazioni saranno collocate compatibilmente con le condizioni di mercato e successivamente quotate alla borsa del Lussemburgo. Riguardo all”affidabilità dell’emittente, ricordiamo, il rating di Eni è A3 (outlook negative) per Moody’s e A (outlook negative) per Standard & Poor’s.

Nel corso della seduta odierna il titolo Eni viaggia in territorio negativo sulla scia della revisione attuata dagli analisti di Goldman Sachs e Banca Akros, che hanno ridotto il target price rispettivamente da 20 a 19 euro (rating “neutral”) e da 22,50 a 22 euro (rating “buy”). In particolare, la banca d’affari statunitense ha deciso di tagliare il prezzo obiettivo a seguito di una riduzione delle stime dell’utile sia per quest’anno che per il prossimo, una scelta dettata dalla necessità di tener conto del contesto macroeconomico e in particolare del calo del prezzo del petrolio.

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