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Mancano solo poche ore allo scadere del termine ultimo entro il quale i membri del Congresso possono arrivare ad un accordo che eviti un immediato e indiscriminato aumento delle tasse e dei tagli alla spesa a partire dal primo gennaio 2013. Questa serie di misure prende appunto il nome di Fiscal Cliff, termine tradotto in italiano come “precipizio fiscale”, che comporterebbe per l’economia americana una vera e propria catastrofe con gravi ripercussioni su tutta l’economia occidentale.

Proprio poche ore fa il presidente degli Stati Uniti, nel lanciare un appello al Congresso affinché si raggiunga un accordo per abbattere il debito pubblico attraverso misure più ponderate e meno distruttive del Fiscal Cliff, ha evidenziato che in mancanza di un piano alternativo ci sará una dura reazione dei mercati finanziari. In altre parole, dunque, qualora entro questa sera i democratici e i repubblicani non dovessero arrivare ad un’intesa, l’avvio del nuovo anno potrebbe essere caratterizzato da una gravissima flessione dei mercati azionari sia  americani che europei.

Secondo i dati elaborati dal Congressional Budget Office, con il Fiscal Cliff il prodotto interno lordo USA del secondo trimestre 2013 registrerà una flessione dell’1,3%. Con una riduzione della stretta fiscale, invece, la crescita dovrebbe attestarsi al 5,3%, mentre con una aumento della spesa e un taglio delle tasse, il Pil dovrebbe salire dell’1,7%. Il Fiscal Cliff comporterà inoltre la perdita del rating tripla A di Moody’s e Fitch e altri tagli da Standard & Poor’s.

 

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