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A poco più di due settimane del suo debutto in Borsa il titolo Moleskine continua ad essere oggetto di forti vendite, tanto da essere arrivato a mettere a segno complessivamente una perdita del 23% circa.

I motivi di quello che, salvo prova contraria, è già stato definito un vero e proprio flop, sono quelli già individuati dagli analisti pochi giorni dopo il debutto, gli stessi argomenti sui quali alcuni di questi avevano mostrato delle perplessità a ridosso dello sbarco in Borsa di Moleskine.

Tra questi figura in primis il prezzo di collocamento (2,3 euro), considerato decisamente troppo elevato per una società che pur vantando elevati tassi di crescita è pur sempre attiva in un settore di nicchia come quello della cartoleria e che, a quanto sembra erroneamente, nel prospetto informativo è stata accostata a società quotate attive nel settore della moda come Salvatore Ferragamo, Brunello Cucinelli e Yoox, visto che questi nomi al loro debutto hanno messo a segno rispettivamente +10,5, +49,6 e +8,37%. La valutazione di 2,3 euro per azione, infatti, equivale ad una capitalizzazione pari a quasi 27 volte gli utili del 2012 e 14,5 volte il margine operativo lordo, ovvero dei multipli piuttosto elevati per un’azienda che è pur sempre di piccole dimensioni, visto che il fatturato è di 78 milioni l’anno.

A questo bisogna poi aggiungere il contesto poco favorevole, visto che la società è approdata a Piazza Affari poco dopo l’esito delle elezioni politiche di fine febbraio e quindi in un clima di forte insabilità politica poco adatto ad ispirare la fiducia degli investitori.

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