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Gli analisti di Goldman Sachs hanno peggiorato la loro valutazione sul titolo Eni, in particolare hanno rimosso la società del cane a sei zampe dalla loro “Pan Europe Buy List”, portando la raccomandazione da “buy” a “neutral” e il target price da 21 a 20 euro.

Gli esperti della banca d’affari statunitense nel motivare la loro decisione hanno parlato della recente sovraperformance dell’8% messa a segno dal titolo rispetto alle altre compagnie oil integrate europee, segno a loro avviso dell’ottima capacità dell’azienda di gestire l’attività di esplorazione e le cessioni, tanto che ora si trova ad avere un debito più basso e un portafoglio di progetti con un maggiore rendimento.

Tuttavia, sottolineando gli esperti, nella valutazione generale non si può non tener conto del persistere della debolezza della domanda in Italia per il gas e i prodotti petroliferi, nonché del probabile rallentamento dell’avviamento del progetto Kashagan, circostanza che ha spinto gli esperti  a rivedere le stime di utile per azione per il periodo 2013-2015, rispettivamente del 4% a 1,62 euro, del 3% a 1,82 euro e del 4% a 1,75 euro. Al contempo, sono state riviste al ribasso anche le stime di ebit, quest’anno atteso a 16,5 miliardi di euro dai 19,75 miliardi del 2012, mentre nel 2014 dovrebbe passare a 18,61 miliardi.

A Piazza Affari nel corso della seduta odierna il titolo Eni risente del downgrade arrivato da Goldman Sachs, segnando in mattinata una flessione di circa mezzo punto percentuale, in controtendenza quindi rispetto all’andamento dei principali indici azionari del listino milanese, nonostante il recupero messo a segno dal prezzo del petrolio dopo la flessione registrata ieri.

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