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Da giugno 2012 le banche devono obbligatoriamente offrire ai propri clienti la possibilità di valutare l’apertura del conto corrente di base. Questi tipologia di conto è nata con il decreto Liberalizzazioni 1/2012 ed è praticamente equiparabile a un conto low cost, ovvero con cosi molto contenuti. E’ nato per rispondere alle esigenze di due categorie di risparmiatori: i pensionati, che hanno al massimo un reddito mensile di 1.500 euro; individui economicamente svantaggiati, che presentano un Isee (Indicatore della situazione economica) inferiore a 7.500 euro.

Dopo qualche problema di ricezione della normativa, l’offerta è arrivata finalmente sul mercato, sebbene dopo i primi mesi dal lancio questa tipologia di conto resta un mistero per gran parte dei risparmiatori, complice la scarsa volontà degli stessi istituti di credito di pubblicizzare al meglio questi conti low cost. Il conto corrente di base è nato principalmente per aiutare i pensionati, che non possono più ritirare la propria pensione in contanti se superiore ai mille euro al mese.

La categoria di pensionati summenzionata e le famiglie economicamente svantaggiate possono beneficiare praticamente di un conto corrente completamente gratuito. Il conto di base può essere aperto anche da tutti gli altri cittadini che non rientrano nelle due categorie principali. Si paga, però, un canone minimo, che nella maggior parte dei casi è compreso tra 25 e 50 euro.

Ad ogni modo il costo è pari alla metà, o quasi, di quello praticato dai tradizionali conti correnti. Il conto base non genera interessi attivi e non ha tutte le funzioni dei classici c/c. Ad esempio, non consente di andare in rosso, non ha un conto titoli collegato, non offre il libretto degli assegni, né una carta di credito. L’ideale è sempre controllare l’offerta per ogni singola banca. La funzione principale di un conto di base resta, quindi, l’accredito della pensione.

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