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Credem distribuirà ai propri azionisti un dividendo pari a 15 centesimi per azione sull’esercizio 2014; la decisione arriva all’indomani della presentazione dei risultati preliminari di bilancio dell’anno scorso, che hanno evidenziato la crescita dell’istituto guidato da Adolfo Bizzocchi.

L’esercizio 2014 di Credem è stato chiuso con un utile netto di 151,77 milioni di euro, in crescita del 31 per cento rispetto ai 11,5 milioni contabilizzati nel corso del 2013; il risultato di gestione è salito a 413,5 milioni di euro rispetto ai 382 milioni dell’esercizio precedente; è salito, precisamente del 7,3 per cento, anche il margine di intermediazione, di 5,3 per cento il margine finanziario e del 9,2 per cento il margine servizi.

Alla fine dell’anno, il Common Equity Tier 1 si era attestato all’11,1% mentre, sempre nello stesso periodo, gli impieghi alla clientela erano pari a 21,51 miliardi di euro, mentre i crediti problematici risultavano in aumento di 6 milioni rispetto all’inizio dell’anno. I costi operativi sono pari a 654,8 milioni di euro rispetto a 613,3 milioni di fine 2013, in linea con la strategia di investimento e sviluppo del gruppo.

Come dicevamo, i vertici del Credito Emiliano proporranno la distribuzione di un dividendo di 15 centesimi sull’esercizio 2014; a confermarlo è stato il direttore generale del gruppo Adolfo Bizzocchi, che ha anche specificato che la proposta verrà formalizzata con l’approvazione definitiva del bilancio che avverrà il 13 marzo. Il dividendo sull’esercizio 2014 sarà, dunque, di 3 centesimi in più rispetto a quello distribuito sull’esercizio 2013 che era, appunto, di 12 centesimi.

Bizzocchi ha confermato, inoltre, che per l’esercizio in corso proseguirà il progetto di crescita organica per linee interne, concentrandosi soprattutto sull’incremento delle quote di mercato e della redditività, e che non ci sono dossier aperti su eventuali acquisizioni nonostante l’interesse del gruppo per il processo di trasformazione delle banche popolari (si veda: Banche popolari entro 18 mesi dovranno diventare Spa).

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