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Le cambiali sono semplicemente dei titoli di credito, in altre parole colui che sottoscrive una cambiale promette in questo modo di pagare una determinata somma di denaro in cambio di un bene o servizio mentre, al contrario, colui che riceve la cambiale, ovvero il possessore del titolo stesso, ha diritto ad essere pagato con la somma prevista entro la scadenza indicata nella cambiale.

Esistono fondamentalmente due tipologie di cambiali. La prima è la cosiddetta cambiale “tratta”, costituita da un ordine di pagamento che il soggetto traente dà al soggetto trattario, in modo che il creditore ne sia beneficiato. Pertanto, il trattario assume la condizione di debitore verso chiunque entri in possesso del titolo di credito. Tale formula prevede quindi il coinvolgimento di tre soggetti: il traente, ossia chi emette la cambiale; il trattario, ossia chi paga effettivamente la somma contenuta nella cambiale; il beneficiario, ossia chi riceve la somma.

Il “pagherò”, anche detto “vaglia cambiario”, è invece emesso dal debitore, che attraverso tale titolo si impegna a pagare una certa somma di denaro al beneficiario.

Le differenze tra le due diverse tipologie di titoli coinvolgono in un certo senso anche i costi delle cambiali. Nel caso della cambiale tratta, infatti, è necessario apporre sul titolo una marca da bollo di valore pari al 12 per mille dell’importo della cambiale stessa, mentre nel caso del “pagherò” l’importo della marca da bollo deve essere pari all’11 per mille del valore della cambiale.

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