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L’annuncio delle dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Franco Tali e la sospensione cautelare disposta dal Consiglio di amministrazione nei confronti di altri due manager a causa dell’indagine avviata dalla Procura di Milano per presunti reati di corruzione, hanno spinto diverse banche d’affari ha tagliare il loro giudizio sul titolo Saipem, soprattutto in considerazione della maggiore incertezza per il futuro che deriva dall’inaspettato cambiamento.

In particolare, gli analisti di Morgan Stanley hanno abbassato il target price da 45 a 37 euro e confermato al contempo rating “overweight”; gli analisti di Equita sim hanno abbassato il prezzo obiettivo da 41 a 38,5 euro e confermato rating “buy”; gli esperti di Société Générale hanno tagliato il target price da 39 a 35 euro e confermato rating “hold”; gli esperti di Exane hanno portato il prezzo obiettivo a 38 euro e confermato rating “outperform”; gli analisti di Barclays hanno abbassato il target price a 42 euro e ribadito rating “overweight”.

Hanno invece optato per una bocciatura piena, declassando quindi non solo il target price ma anche il rating, gli analisti di Mediobanca, che hanno portato la raccomandazione da “outperform” a “neutral” e il prezzo obiettivo da 39 a 29,7 euro. Secondo Piazzetta Cuccia, in particolare, i presunti reati di corruzione sono potenzialmente in grado di vanificare la crescita che negli ultimi 10 anni ha completamente trasformato la società. Infine, doppia bocciatura anche dagli analisti di Natixis, che hanno abbassato il rating da “buy” a “neutral” e il target price da 44 a 34 euro.

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