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Il flottante indica la quantità di azioni di una società quotata liberamente disponibili per la negoziazione in Borsa.

Nella determinazione del flottante non si tiene conto delle partecipazioni azionarie di controllo, delle partecipazioni vincolate da patti parasociali, di quelle soggette a vincoli alla trasferibilità di durata superiore ai 6 mesi e di quelle superiori ad una determinata soglia, mentre vi rientrano le partecipazioni possedute da organismi di investimento collettivo del risparmio, da fondi pensione e da enti previdenziali.

Per poter essere ammessi alla negoziazione sui mercati gestiti da Borsa Italiana è necessario soddisfare specifici requisiti in termini di flottante, che devono essere mantenuti anche dopo l’ammissione alla quotazione. Ad esempio, per poter essere ammessi alla negoziazione sul Mercato Telematico Azionario (MTA) occorre avere un flottante non inferiore al 25% e una capitalizzazione non inferiore ai 40 milioni di euro, mentre per essere ammessi al Segmento STAR del Mercato Telematico Azionario occorre un flottante minimo pari al 35% del capitale sociale per le nuove quotazioni e al 20% per le società già quotate.

Il flottante è considerato un elemento che l’investitore deve sempre tenere in considerazione quando si tratta di scegliere le azioni su cui investire. I titoli con un flottante piuttosto scarso sono infatti meno scambiati di quelli che hanno un flottante elevato, circostanza che ha un impatto notevole sulla corretta formazione dei loro prezzi e sulla velocità dello smobilizzo.

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