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L’accesso alle consuete aste mensili di titoli di Stato disposte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è precluso agli investitori privati, che per poter acquistare i titoli in sede d’asta devono servirsi dell’intermediazione della propria banca o di altro operatore finanziario autorizzato (fatta eccezione per i BTP Italia), provvedendo a penotare la quantità di titoli che intendono acquistare entro il giorno lavorativo precedente rispetto a quello del collocamento.

A fronte di tale intermediazione, le banche sono solite applicare una commissione. Tuttavia, onde evitare abusi e un’eccessiva concorrenza, le commissioni applicabili sono prestabilite per ciascuna tipologia di obbligazione governativa.

In particolare, per quanto riguarda i CCT (Certificati di Credito del Tesoro), a carico del cliente non è prevista alcuna commissione, in quanto l’onere è a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In particolare, le commissioni di collocamento per i CCT ammontano allo 0,30% (30 punti base) del capitale sottoscritto, tuttavia vengono corrisposte dal Tesoro agli intermediari finanziari al momento della sottoscrizione. Di conseguenza, gli intermediari sono tenuti ad applicare alla clientela il prezzo d’asta senza alcun aggravio ulteriore.

I CCT, come tutte le altre tipologie di titoli di Stato, sono soggetti al regime della dematerializzazione, pertanto in sede di regolamento delle sottoscrizioni all’acquirente non viene consegnato alcun documento cartaceo, semplicemente l’acquisto è rappresentato da iscrizioni contabili annotate sul deposito titoli dell’acquirente stesso.

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